In un Milan che non perde da tanto in Serie A, il primo pensiero che il più distratto dei tifosi potrebbe realizzare è: “Allegri se ne fregherà della Coppa Italia per concentrarsi sul campionato“. No, no. La tensione resta alta a Milanello, perché il tecnico livornese ha importato una fame di vittorie che si distene un po’ in qualsiasi competizione.
L’allenatore del Diavolo ha esplicitamente parlato di: “Domani sera partita molto bella da giocare, lo stadio sarà pieno. La Lazio ha il nostro stesso obiettivo di passare il turno e arrivare in fondo alla Coppa Italia. Obiettivo stagionale? Sì, questo deve essere un obiettivo per tutti. Abbiamo un ottavo di finale importante, difficile. La situazione è un po’ stana perché pensi sia una partita come la precedente ma in realtà è sempre una partita diversa, è come se fosse una finale perché è gara secca“.
Le rotazioni non ingannino: non si tratta di turnover, bensì di possibilità per chi ha giocato meno di rendere in un palcoscenico difficile. Una Lazio che ha voglia di rifarsi dopo la sconfitta di San Siro è temibile, e le occasioni concesse a De Winter, Estupinan e Jashari su tutti dovranno portare questi giocatori a un livello di competitività all’interno di un gruppo senza gerarchie (o almeno, questo è quello che si dice).
Paradosso comunicativo di Massimiliano Allegri. In seguito alla vittoria di sabato sera che è valso il primo posto in classifica ha continuato a non esporsi sullo scudetto, eppure il trofeo della Coppa Italia è un obiettivo dichiarato: in un percorso che è partito a metà agosto e che terminerà (si spera) a fine maggio dell’anno successivo, caricare e mettere della sana pressione a un gruppo che non può perdersi per strada è la mossa giusta. Ma attenzione al contraccolpo, perché in casa biancoceleste non si va in gita. E in caso di sconfitta, oltre al mancato trofeo, c’è il pericolo chiamato “sfiducia“.



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