Le dichiarazioni, il mercato e soprattutto i precedenti in campo spingono nella stessa direzione: sembra dunque che il Milan 25/26 avrà come marchio di fabbrica la difesa a tre, cavallo di battaglia dello stesso Max Allegri da tempi non sospetti.
Una linea, quella a protezione della porta di Maignan, che sarà composta perlopiù da Pavlovic, Gabbia e Tomori come nelle prime due uscite, con De Winter e il giovane Odogu pronti ad insidiare i titolari. E col Bologna, in programma domenica sera, si va verso la continuità.
Una conferma, ma non una novità. Ebbene sì, perché proprio nel girone di ritorno della scorsa Serie A, a San Siro proprio contro il Bologna, Sergio Conceicao schierò proprio i tre difensori attuali, alle spalle di un centrocampo a quattro formato da Tijjani Reijnders e Loftus-Cheek in mezzo e la coppia Jimenez-Hernandez ai lati. Domenica sera potrebbe rivedersi in quella posizione proprio l’inglese, magari con compiti ancor più offensivi.
Ma tornando al match di maggio, come si comportò la squadra con quell’assetto? Per quanto concerne la difesa, i braccetti soffrirono molto gli esterni del Bologna, ossia Dominguez e Orsolini, in gol dopo aver saltato Pavlovic. Sarà dunque fondamentale il lavoro dei quinti, questa volta, specie di Estupinian, per fermare l’ala rossoblu già in palla. Stesso discorso per Saelemaekers sulla destra.
Facile intuire che i ragazzi di Allegri si organizzeranno con un blocco basso in attesa di ripartire. Una strategia che ha funzionato anche quattro mesi fa. Dopo aver subito la rete di Orsolini, i rossoneri riuscirono a rifilare tre gol agli emiliani tutti in ripartenza, di cui uno (di Pulisic) sugli sviluppi di un lancio di Maignan. Questa volta, con un Leao (e un Rabiot) in più, Max sicuramente proverà a replicare la stessa gara, provando a tenere inviolata la porta per la seconda volta. E a vincere, per la seconda volta.


