Milan, da Lecce un messaggio per Allegri: le palle inattive possono diventare un’arma

Il successo del Milan a Lecce regala una boccata d’ossigeno alla squadra di Massimiliano Allegri, che trova così la prima vittoria in campionato. Dopo un primo tempo giocato a ritmi blandi, nella ripresa i rossoneri hanno alzato l’intensità imponendosi con decisione e chiudendo i conti nel finale grazie al raddoppio firmato da Pulisic.

Nonostante le tante voci di mercato e i dubbi legati a moduli e soluzioni tattiche, Allegri può trarre indicazioni preziose dalla trasferta del Via del Mare. Una in particolare riguarda le palle inattive, sempre più un’arma a disposizione del Milan. Già dalla fase di precampionato e dalla partita di Coppa Italia con il Bari erano emerse indicazioni in tal senso, con Rafael Leao che in ben due situazioni è riuscito ad insaccare di testa, cosa molto rara da vedere in precedenza.

L’arrivo di Luka Modric, capace di alzare il livello tecnico della manovra, offre ora ai rossoneri una risorsa di primissimo piano anche sui calci piazzati. Con un battitore d’élite come l’ex Real Madrid – a cui si aggiungono soluzioni alternative come Jashari e Pulisic – il Milan ha la possibilità di sfruttare al meglio i centimetri e la fisicità di Gabbia, Loftus-Cheek e Pavlovic, già protagonisti tra gol e reti annullate nelle prime giornate di campionato.

La rete di Pulisic a Lecce è emblematica: un cross perfetto di Modric pennellato in area per la torsione di Loftus-Cheek, che ha trasformato in oro l’assist del croato. Un copione che si era già visto nel primo tempo, quando Gabbia aveva colpito di testa sugli sviluppi di un corner, salvo vedersi annullare la marcatura. Segnali chiari: con la qualità dei battitori e la fisicità a disposizione, le palle inattive possono diventare un fattore decisivo per il Milan di Allegri.

Milan: Luka Modric (Photo Credit: Mattia Martegani / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Luka Modric (Photo Credit: Mattia Martegani / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Denis Fava
Denis Fava
Ragazzo nato nel 2001, appassionato di calcio e del racconto, sono laureato in Scienze della Comunicazione, con una specializzazione in Editoria e Giornalismo. Mi piace unire la passione per la narrazione a una formazione solida nel mondo dei media, con l’obiettivo di trasformare le parole e lo sport in strumenti di racconto e informazione.

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