L’estate a tinte rossonere di Igli Tare, al fianco di Giorgio Furlani nella lunga e complessa partita del calciomercato del Milan, tra acquisti mirati e cessioni pesanti, ci porta inevitabilmente a sottolineare come questo lavoro – iniziato praticamente subito dopo la fine del campionato – stia dando i suoi frutti.
In entrata i colpi già noti, da Ricci a Modric fino a Jashari. In difesa spicca il sorpasso sull’Inter per De Winter, oltre alle operazioni chiuse con Estupiñan e Athekame. Ma il vero capolavoro rossonero si è consumato soprattutto sul fronte delle uscite. Al netto dell’addio, doloroso ma forse inevitabile, di Tijjani Reijnders, Tare e Furlani hanno gestito con pazienza e attesa diverse cessioni, riuscendo a sfoltire la rosa, liberarsi degli esuberi e raccogliere risorse preziosissime.
Theo Hernandez, Emerson Royal, Pobega, Thiaw, Pellegrino e, ora, anche Noah Okafor: il totale supera i 150 milioni, senza considerare i bonus, a cui si aggiungono i soldi del riscatto di Kalulu da parte della Juventus e quelli legati alla cessione definitiva di Alvaro Morata.
Un lavoro senza precedenti, reso ancora più significativo se si pensa che arriva dopo una stagione tutt’altro che memorabile: ottavo posto in campionato, sconfitta in finale di Coppa Italia e uscita prematura dalla Champions League. Tutti elementi che rischiavano seriamente di svalutare la rosa e complicare ogni trattativa.
Oggi il Milan si gode il suo nuovo direttore sportivo e un gruppo di lavoro che, finalmente, dall’assetto societario fino alla panchina, sembra remare compatto nella stessa direzione. Resta solo una variabile da non trascurare e a cui sarà importante trovare le dovute contromisure: le aspettative altissime, inevitabilmente alimentate dall’ottimo lavoro di queste prime settimane.

