Mentre il Milan ha raggiunto l’Estremo Oriente per cominciare la tournée estiva, la partita decisiva per il futuro prossimo del club rossonero si gioca nelle stanze di Via Aldo Rossi, dove Igli Tare è rimasto per cercare di dare una sterzata ad un mercato, quello del Diavolo, che dopo due mesi dalla fine del campionato, ha al momento un solo comun denominatore: la lentezza. Gli acquisti di Ricci, Modric e Pietro Terracciano da soli non bastano per una rosa ancora fortemente deficitaria in alcune zone del campo, come le fasce difensive e l’attacco.
Una rosa che, stante l’assenza dalle Coppe Europee nella prossima stagione, non dovrà assolutamente essere extra-large, ma costituita da un massimo di ventidue-ventiquattro giocatori. E per arrivare a ciò, la prima cosa da fare avrebbe dovuto essere la “liberazione” da tutti quegli esuberi che non rientrano nei piani del tecnico livornese. Come vi abbiamo mostrato in una grafica pubblicata sui nostri canali social, si tratta grossomodo di una decina di elementi, praticamente una formazione, dai quali bisognava e bisognerà incassare un gruzzolo da reinvestire in entrata, anche per sbloccare trattative ferme per qualche pugno di milioni (perchè, ormai, il modus operandi sul versante economico di Cardinale e del suo braccio destro Furlani lo abbiamo abbondantemente capito).
Milan, il vero grande problema di questo mercato estivo
Ed è forse questo il vero, grande, problema della sessione estiva 2025 del mercato del Milan. La scarsissima capacità di cedere i giocatori fuori dal progetto. Ad oggi, l’unico esubero ceduto incassando qualcosina è stato Marco Pellegrino (3.5 milioni dal Boca Juniors), ed il secondo dovrebbe essere Pobega, svenduto per 7-8 milioni al Bologna dopo che i felsinei non hanno esercitato il diritto di riscatto di dodici. Ma c’è tanto, tantissimo, ancora da sbloccare: per Morata al Como c’è poco da fare se non attendere che i turchi prendano Osimhen; all’appello, però, mancano Adli, Colombo, Bennacer, Okafor, Musah, Emerson Royal e, forse, Chukwueze e l’altro Terracciano, Filippo.
In poche parole, come fu per Tonali, l’unica cessione realizzata in tempi rapidi, sin troppo rapidi considerato il peso specifico del giocatore e la somma per cui è stato ceduto, è stata quella di Tijjani Reijnders al Manchester City. Ora, invece, tra le cinque e le sette trattative in uscita colpevolmente ferme e che stanno inevitabilmente avendo ripercussioni sul mercato in entrata. Insomma, ad un mese dall’inizio del campionato, un cantiere aperto che non lascia dormire sonni tranquilli ai tifosi rossoneri…


