Dagli addii prima di Kessie, poi di Tonali, il centrocampo del Milan è cambiato in modo molto evidente. Kessie e Tonali erano perfetti per il 4-2-3-1 di Pioli ma, dopo la loro cessione, non sono stati sostituiti in modo adeguato. Basti pensare che dopo l’addio di Sandro, le redini del centrocampo sono state prese da Reijnders: l’olandese è stato inserito come mediano pur essendo tutto eccetto un centrocampista in grado di giocare davanti alla difesa. Il risultato si è visto soprattutto con Pioli, ma poi anche con Fonseca e Conceicao: squadra sfilacciata, poca dinamicità tra i reparti e tanti gol subiti.
Con Allegri, però, il centrocampo rossonero cambierà nuovamente: via Reijnders, Musah, Adli, Bennacer, Pobega; dentro Modric e Ricci e chissà magari anche Jashari e Xhaka. Con la cessione di Reijnders il Milan ha deciso di privarsi di un ottimo verticalizzatore, con un’ottima visione di gioco e capacità tecnica. Vero, il City ha consegnato nelle casse del Milan un’ottima cifra, buona sia per il bilancio, sia per la questione plusvalenza. Proprio per questo i nomi per il centrocampo del futuro sono tanti: una cessione importante, dà la possibilità di operare in modo più libero.
Ad ogni modo la filosofia per la prossima stagione sarà quella di costruire una squadra capace di “dominare la partita con giocatori di grande palleggio”. Per centrare l’obbiettivo ecco allora che arriva Modric a 0, sicuramente non più nel fiore della carriera, ma ancora in grado di reggere i ritmi elevati al Real Madrid. Al fianco del croato ci sarà Ricci: nella stagione appena terminata è riuscito a tenere in mano il centrocampo del Torino, fornendo spesso prestazioni più che positive. Nel nuovo centrocampo rossonero, quindi, si inserisce un giocatore che già conosce la Serie A, non dovrebbe avere bisogno di tanto tempo per ambientarsi e, soprattutto, avrà modo di imparare dal migliore in quel ruolo.
Tare è alla ricerca di un terzo nome: la pista Xhaka sembra essersi leggermente raffreddata e potrebbe prendere il decollo verso la fine del calciomercato; mentre la strada che porta a Jashari è complicata, vero, ma gode di un totale apprezzamento da parte del centrocampista svizzero. Il Bruges vuole 35 milioni di euro, il Milan si è avvicinato ai 30. Un suo arrivo porterebbe ulteriore dinamismo al centrocampo rossonero. Anche per Jashari vale lo stesso ragionamento fatto per Ricci: il classe 2002 avrà come compagno di reparto uno come Modric che, ancora a 40 anni, con il pallone tra i piedi è in grado di regalare magie.
La domanda ora è: quale sarà il futuro di Fofana, Loftus-Cheek e Bondo? È evidente che servirà attendere il ritiro per avere maggiori certezze. Per quanto riguarda Fofana potrebbe tranquillamente rientrare nel 4-3-3 di Allegri anche se la sua dote migliore non è, sicuramente, il palleggio. Purtroppo nella stagione appena terminata, soprattutto a dal giro di boa in poi, il centrocampista francese è apparso un po’ annebbiato e in difficoltà. Per quanto riguarda Loftus-Cheek, invece, per caratteristiche, fisiche e balistiche, è l'”eccezione”: non è un grande palleggiatore, ma ottimo nel trovare gli spazi giusti e spezzare la partita con i suoi strappi in velocità. Se in condizione, difficilmente si riesce a fermare. Sfortunatamente, però, l’avventura dell’inglese è stata più ombra che luce: tanti infortuni e poche presenze. Infine Bondo, arrivato nel mercato invernale di gennaio, potrebbe essere il “mister x”: dal suo arrivo ha trovato pochissimo spazio, ma se affiancato a questo centrocampo può sicuramente migliorare.
In questa lista potrebbe rientrare Pobega, di ritorno dal Bologna: anche per lui fondamentale sarà il ritiro estivo e non è esclusa, al momento, una sua permanenza in Serie A.
Insomma, tra una settimana inizierà la nuova era Allegri sulla panchina del Milan, Tare sta cercando in tutti i modi di fornire all’allenatore toscano il nucleo della squadra così che si possa lavorare bene fin da subito. Visti i nomi dei possibili partenti e possibili arrivi, è evidente che il centrocampo del Milan avrà diversi volti nuovi, nella speranza che possa essere un reparto più coeso e meno sfilacciato rispetto agli anni precedenti.


