Il Milan cambia volto e strategia. Ricostruire sì, ma con tempismo e logica

Il campionato di Serie A si è concluso da due settimane e mezzo. La stagione per il Milan, di fatto, molto prima. Ma i rossoneri sono già al lavoro. La spaccatura che si è creata nell’arco di questa annata, o probabilmente anche prima, tra i tifosi del Milan e il club, è grandissima. Al termine del penultimo campionato, in occasione della sfida contro la Salernitana, era stato chiesto espressamente di cambiare l’approccio su ogni tipo di dinamica. Strategia comunicativa, presenza istituzionale, acquisti mirati, coesione, ambizione. Insomma, un progetto vincente.

Dodici mesi dopo, è andato tutto esattamente dalla parte opposta. Il Milan ha chiuso la sua stagione all’ottavo posto, fuori dalle coppe dopo aver perso anche la finale di Coppa Italia all’Olimpico contro il Bologna. Una stagione che si sta già portando dietro strascichi importanti, legati al bilancio e all’umore. Bilancio, perché questa situazione ha portato il Milan alla cessione di Tijjani Reijnders (che era davvero necessaria?) ufficializzato oggi dal Manchester City. Umore, perché in fondo questa situazione ha gioco-forza creato quella voglia di scappare, come quanto accaduto nei pensieri di Mike Maignan che – almeno per adesso – rimane rossonero.

L’arrivo di Tare e Allegri ha però restituito un minimo di fiducia ai tifosi in merito all’operato di questa società che sembra voler ripulire ogni angolo macchiatosi in questi anni. Dopo i vari addi (probabile ad esempio quello di Theo Hernandez) si lavorerà alle entrate, che non prevedono soltanto un Milan giovane, ma spalancano le porte verso il mix di giovani ed esperti (il possibile arrivo di Modric ne è la prova) per cercare di ricostruire, con entusiasmo e logica. È chiaro che qualcosa nella strategia, rispetto agli ultimi anni, sia cambiato.

A questo si aggiunge un dettaglio che il Milan non può e non deve trascurare: la grande, grandissima chance, di poter lottare per quella seconda stella. Altrove i club hanno cambiato molto e il vero ostacolo – qualora i rossoneri fossero realmente competitivi – potrebbe essere il Napoli di Conte. È forse questo il momento per agire: sfruttare gli impegni di chi pensa al Mondiale per Club, focalizzandosi sulla prossima stagione. Una stagione dove no, non è più lecito sbagliare: il Milan ha esaurito tutti i suoi jolly ei tifosi hanno bisogno di risposte.

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