Roberto Donadoni ha rilasciato delle dichiarazioni in vista della finale di Coppa Italia tra Milan e Bologna. Ecco le parole dell’ex giocatore rossonero ed ex allenatore rossoblù.
“Non c’è una favorita. È vero che il Milan ha vinto l’ultima di campionato contro il Bologna, dando prova di una certa consistenza soprattutto nell’ultima parte di campionato. Il Bologna sono solo 51 anni che non vince un trofeo, quindi immagino che andranno in campo con grande grinta, determinazione per portare a casa un trofeo che manca da tanto. Il Bologna è il Bologna, ogni squadra ha le sue caratteristiche, peculiarità e motivazioni. È chiaro che chi riuscirà ad essere anche dal punto di vista fisico più fresco avrà più chance. Il mio passato da calciatore al Milan è stato un passato importante, ma ho anche avuto la soddisfazione di allenare il Bologna. Sono un po’ diviso in questo senso, mi auguro che venga fuori una bella partita e che vinca veramente il migliore“.
Sulla stagione: “Il Milan darebbe un senso alla stagione complicata? Così come per il Bologna che è 51 anni che non vince un trofeo. Credo che vincere un trofeo sia importante per chiunque, è pacifico, ma bisogna guardare anche il percorso fatto tutto l’anno. È chiaro che la vittoria vada a mitigare quelle che sono state le difficoltà e le vicissitudini di un’annata complicata, mi auguro che funzioni e vada al meglio“.
Donadoni conclude: “Credo che oggi si conosca perfettamente il tipo di avversario che si andrà ad affrontare, anche il virtù del fatto che il Milan ha giocato l’ultima di campionato proprio contro il Bologna. Il risultato è stato favorevole al Milan e quindi ci sarà questo spirito di rivincita da parte del Bologna. Vediamo. Chiaro che sono due allenatori che hanno avuto un percorso diverso in questa stagione, perché Conceicao si è trovato a subentrare e quando si subentra è sempre una situazione un po’ particolare. Italiano invece è partito dall’inizio e ha avuto modo di lavoro con assiduità con la squadra e questo penso sia un vantaggio. Conceicao ha vinto subito un trofeo, la Supercoppa, penso che sia stato un bel modo di presentarsi, ma adesso ce n’è un altro“.


