Paulo Fonseca ha rilasciato una lunga intervista a L’Equipe alla vigilia del ritorno dei quarti di finale di Europa League tra il Manchester United e il suo Lione. In quest’occasione è tornato anche sull’episodio che ha fatto il giro del mondo: il testa a testa con l’arbitro francese Millot che lo sta costringendo a stare lontano dalla panchina (in Francia) per 9 mesi. Ecco la sua spiegazione.
“Come mi spiego quel gesto? Non so. Non ho mai commesso, nemmeno nella mia vita privata o nella mia infanzia, la minima aggressione. Sono sempre stato una persona molto calma. Non voglio quindi trovare scuse o dare l’impressione di giustificarmi. Ho sbagliato, lo ammetto e accetto di essere punito. In quel momento della partita c’era molta tensione, mi era stato appena mostrato il cartellino rosso perché ero avevo contestato un fallo con rispetto. Perché ho reagito così forte? Devo ammettere che non mi piaceva il modo in cui l’arbitro stava dirigendo la partita. Tra il Milan, dove sono stato licenziato durante la stagione per la prima volta nella mia carriera, e il Lione, non ho fatto nessun taglio. E non potete immaginare la pressione di allenare al Milan! Forse avrei dovuto prendermi una pausa dopo il Milan, ma non voglio trovare scuse“.



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