Gazzetta, Gullit sul momento del Milan e la trasferta di Napoli: “Serve un’impresa, i rossoneri devono ritrovare le proprie radici”

Ruud Gullit fatica a vedere il Milan in difficoltà, distante dalla qualificazione alla prossima Champions League. Per i rossoneri sarebbe un disastro restare fuori dal torneo più prestigioso d’Europa, che hanno conquistato sette volte, due delle quali con l’olandese in campo. A poche ore da Napoli-Milan, partita che nel 1988 gli regalò il primo scudetto italiano, l’ex Pallone d’Oro, ora membro della Laureus Academy, ha ricordato a La Gazzetta dello Sport i duelli con Maradona e lo storico 3-2 dell’1 maggio 1988, senza nascondere il desiderio di rivedere il Milan ai vertici.

Stagione del Milan paragonabile a… “Mi ricorda quella del Chelsea, un’altra squadra che in questo momento è un enigma. Sinceramente non ho capito che tipo di calcio voglia fare il Milan. Secondo me non ha trovato la direzione giusta: sulla carta la rosa è forte, soprattutto dopo il mercato di gennaio, e la vittoria della Supercoppa italiana sembrava aver risolto tutti i problemi. Invece non è stato così: quell’affermazione in Arabia Saudita non ha trasmesso una reale sicurezza al gruppo e non c’è stato un miglioramento importante rispetto alla prima parte della stagione“.

Alla domanda su come risolvere il problema, Gullit ha citato il PSG e il Liverpool come esempi da seguire: “Come ha fatto il Psg, quando ha smesso di comprare stelle, ha preso un allenatore, Luis Enrique, con una filosofia di gioco brillante e ha valorizzato il settore giovanile. Un altro esempio è il Liverpool che ha sostituito Klopp con un tecnico con la stessa filosofia e Slot sta vincendo la Premier. Il Milan ha bisogno di ritrovare le proprie radici, il proprio dna. Il successo non si può comprare, ma va cercato con il lavoro e le scelte giuste“.

Quanto alla scelta del futuro allenatore: “Non so chi sia la scelta giusta. Ciò che conta è assumere un allenatore che si adatti all’identità del club, qualunque essa sia. L’Inter, ad esempio, ha una sua filosofia e un sistema di gioco chiaro, un tecnico che lo mette in pratica alla perfezione ed elementi adatti al 3-5-2. Il Milan deve riscoprire il proprio dna e trovare un indirizzo a livello dirigenziale prima ancora di pensare al manager giusto“.

Parlando di Reijnders: “Le sue ultime stagioni sono state incredibili ed è un giocatore che ci sta esaltando. Lo conosco dai tempi delle giovanili all’Az Alkmaar e sono molto orgoglioso dei progressi che ha fatto. È diventato un top a livello mondiale segnando tanti gol e giocando alla grande con continuità“.

Reijnders sarà protagonista in Napoli-Milan, proprio la partita che nel 1988 consegnò a Gullit il suo primo scudetto in Italia. L’olandese ha ricordato quella storica trasferta: “È stata una grande avventura perché non ero mai stato a Napoli nella mia vita. Il sabato, prima della partenza, ero perplesso perché noi giocatori e lo staff tecnico eravamo su un aereo, mentre su un altro più piccolo c’erano diversi addetti alla sicurezza e… il cibo. Arrivati al Jolly Hotel di Napoli, occupammo tutto l’ultimo piano, blindato dalle nostre guardie del corpo e solo loro potevano avvicinarsi al cibo che veniva cucinato dai cuochi che erano partiti con noi. C’era la paura che qualcuno potesse mangiare qualcosa di non buono e poi non potesse giocare“.

Poi la sfida al San Paolo: “Quando con il pullman andavamo allo stadio, ci tirarono arance, pietre e qualsiasi tipo di oggetto. C’era un’atmosfera pazzesca, ma vincemmo“.

Sul duello con Maradona: “Sfidare un fuoriclasse come lui era elettrizzante: Diego era un campione pazzesco. Fu eccezionale anche il pubblico napoletano che dopo quel successo ci applaudì. Davvero indimenticabile“.

Gullit ha poi ricordato il Pallone d’Oro ricevuto prima della gara d’andata contro il Napoli: “Per anni avevo sostenuto in modo silenzioso il partito sudafricano che lottava contro l’apartheid, ma quando vinsi il Pallone d’oro, decisi di dedicarlo a Mandela che era in carcere. In Italia la sua vicenda non era conosciuta e molti non sapevano chi fosse. Quando l’ho incontrato in Sudafrica, ‘Madiba’ mi disse che aveva temuto che sarei stato punito. Le sue parole sono state emozionanti“.

E sulle conseguenze di un’eventuale mancata qualificazione alla Champions: “Sarebbe un disastro. I rossoneri sono indietro e la loro rincorsa sarà dura, ma devono dare il massimo. Ce la possono ancora fare“.

Per quanto riguarda la lotta scudetto: “L’Inter ha più chance“.

Ruud Gullit - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Ruud Gullit – MilanPress, robe dell’altro diavolo

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

Milan, obiettivo rilancio Gonçalo Ramos: Amorim lo vuole come in Nazionale

Gonçalo Ramos con il Portogallo segna con continuità, mentre...

Un infortunio che non ci voleva: Saelemaekers e un duro inizio di stagione

Storicamente, le soste nazionali non hanno mai portato troppa...