Ben dodici mesi, forse di più, sono passati da quando la società Milan ha iniziato a valutare, dopo 5 anni, di cambiare la propria guida tecnica. Con Pioli i rossoneri sono tornati a trionfare in campionato e a rivivere le notti di Champions League, che tanti ricordi lasciano nei tifosi più nostalgici.
Forse è proprio questo il motivo per cui l’esonero di Stefano Pioli è arrivato con un anno di ritardo. Già, perché con l’addio di Maldini e Massara si sarebbe dovuto ripartire da zero e con lucidità, ma il cambiamento dell’allenatore faceva paura, e ora si è compreso il perché. I pessimi movimenti fatti nel mercato degli allenatori partono da Lopetegui, passano per Fonseca e arrivano a Conceicao, che si è ritrovato in balia delle onde sin da quando a messo piede in questa nave alla deriva.
Troppi, troppi errori. Società e dirigenza sono i primi responsabili di questo naufragio che oltre che essere parecchio imbarazzante, creerà un danno economico non da poco, con la mancata qualificazione alla prossima Champions League e l’uscita anzitempo dalla stessa quest’anno.
DIMENTICARE, CANCELLARE
Questo è quello che devono fare tutti, compresi i tifosi, perché la delusione è parecchia. Bisogna iniziare già da ora alla programmazione della stagione, prima di tutto cercando un direttore sportivo che possa ridare forza a questa dirigenza debole e in balia di se stessa, trovare una guida tecnica che possa rimettere insieme un gruppo ormai demotivato al massimo, e infine liberare il monte ingaggi da giocatori che – purtroppo per loro – non stanno dando neanche il contributo minimo alla causa.
Si parla anche dell’uscita di alcuni big, ma le voci in questo periodo lasciano spesso il tempo che trovano. Un direttore sportivo forte e credibile potrebbe risistemare anche la figura del club rossonero dal punto di vista mediatico, che quest’anno è stato forse il peggior nemico del Milan. Insomma, serve qualcuno che con lucidità, calma e consapevolezza riporti questa nave in porto e gli dia la dovuta manutenzione.

EUROPA SI O NO?
Indiscutibilmente, non si può non porre la domanda. Tanti tifosi rossoneri, forse presi dalla rabbia e dal distaccamento emotivo provato in questo momento, alla domanda se gli andrebbe di partecipare quantomeno all’Europa League o alla Conference League, probabilmente risponderebbero: “Meglio niente“.
Come biasimarli d’altronde. Una stagione senza coppe permetterebbe sicuramente di sanare questa ferita così profonda creatasi, a patto che ci sia dietro tutto il lavoro accennato in precedenza. Si può prendere come esempio il Napoli, la cui stagione passata è stata forse pure peggiore di questa che sta affrontando il Milan. Eppure quest’anno, con una programmazione condotta per bene e con gli uomini giusti, i partenopei si giocano il campionato.
Scegliere se partecipare alle coppe europee o meno è una domanda difficile e su cui ci saranno sempre contrapposizioni quando si parla di Milan e tra queste non figura la Champions League, ma è anche vero che esse portano un minimo di introiti in più durante la stagione, e vincere – quantomeno – l’Europa League non sarebbe così male, seppur non sia così scontato.
Insomma, in via Aldo Rossi sarà un periodo di grandi riflessioni e di prese di posizione, ma soprattutto di rivoluzioni. Il clima, storicamente, è tra i peggiori, ma dal fondo si può solamente risalire. Bisogna essere astuti e lungimiranti, cosa che questa dirigenza non è mai stata.


