Da Pioli a Fonseca e Conceicao: com’è cambiata (e migliorata) la fase difensiva del Milan. E i dati a confronto con la scorsa stagione…

Quello di Empoli è solamente il secondo clean sheet di Sergio Conceicao sulla panchina del Milan dopo quello ottenuto contro il Girona in Champions League. Tuttavia, la crescita dal punto di vista della fase difensiva da parte della squadra rossonera è pacifica rispetto ad un anno fa, o anche solo ad inizio stagione, sia nei singoli che nel collettivo.

Certo, nella memoria di molti resteranno i 5 legni colpiti dalle avversarie nelle ultime 3 partite (Bisseck, Thuram, Dumfries, Pisilli e Colombo). Certo, il dato sulle porte inviolate nel 2025 non è particolarmente positivo. Certo, il numero di gol subiti nel 2025 non è dei migliori (13 in 11 partite).

Detto tutto questo, che è sacrosanto da sottolineare, è altrettanto giusto evidenziare le prestazioni della squadra come atteggiamento ed equilibrio. In campo si vede sempre meno una formazione sfilacciata e alle prese con praterie da coprire correndo all’indietro, al contrario si vede un undici più compatto e con un baricentro più basso per chiudere spazi e sfruttare le transizioni a proprio favore. Non è ancora stata trovata la solidità definitiva, perché i numeri sarebbero ben diversi, ma la sensazione è che la strada intrapresa sia quella giusta.

Una strada intrapresa non da gennaio, ma da agosto. Perché nonostante i risultati discontinui, così come le prestazioni, uno dei meriti di Paulo Fonseca è aver condotto il Milan verso la trasformazione da una squadra disordinata e lunga (l’ultima stagione di Pioli) ad una più ordinata e coperta quando c’è da difendere.

E non è stato un percorso semplice, come testimoniato dalle prime uscite di quest’annata tra le quali spicca l’orrore di Parma. Il tecnico oggi al Lione ha dovuto lavorare sul passaggio da un approccio uomo su uomo a tutto campo ad una difesa a zona nella quale devono essere limitate al minimo sindacale le rotture della linea (stile Pavlovic contro l’Udinese) e nella quale serve ragionare di reparto.

Ragionare di reparto, esattamente ciò che mancava un anno fa e oggi sembra essere finalmente tornata una delle caratteristiche dell’approccio alla fase difensiva. Una fase difensiva che non comprende solo la difesa, ma anche il centrocampo che non appare più disordinato e tendente al panico non appena deve voltarsi e guardarsi alle spalle. Conceicao ha ereditato una squadra più matura sotto questo aspetto rispetto al predecessore e ha messo comunque la sua mano.

Come? Innanzitutto nella coppia centrale titolare che oramai sembra essere Tomori-Pavlovic, con il primo stabilmente a destra anche con altri compagni, andando a coprire certe lacune che si palesavano a sinistra, soprattutto in fase di impostazione. Col tempo dovrebbe esserci spazio anche per Gabbia e Thiaw, eletti come titolari nell’ultima fase di 2024 e ora un po’ scomparsi dai radar, complice anche l’infortunio del tedesco.

Poi con l’arrivo di Walker sulla destra ha trovato tranquillità, conoscenze difensive ed esperienza. Il baricentro appare per il momento più basso rispetto a Fonseca e c’è una ricerca inferiore del fuorigioco, nonostante i due gol annullati all’Inter nel derby nascano proprio da quella situazione. In generale, la base su cui lavorare è senza dubbio diversa rispetto a quella estiva e questo ha aiutato non poco l’ex Porto.

I numeri del Milan a confronto con la scorsa stagione indicano che…

La domanda che ci siamo posti è la seguente: quali erano i dati del Milan dopo 35 partite disputate nella scorsa stagione? Alcuni numeri appaiono simili, altri invece denotano un miglioramento sia nella concessione delle occasioni che nella concessione dei gol.

Milan 2023/2024 dopo 35 partite

  • 45 gol subiti complessivi: 31 in Serie A, 8 in Champions League, 3 in Coppa Italia, 3 in Europa League.
  • 12 clean sheet complessivi: 9 in Serie A, 2 in Champions League, 1 in Europa League.
  • In Serie A: 31 gol subiti dopo 25 partite disputate, 31,64 XGA (Expected Goals Against).

Milan 2024/2025 dopo 35 partite

  • 40 gol subiti complessivi: 24 in Serie A, 11 in Champions League, 2 in Coppa Italia, 3 in Supercoppa Italiana.
  • 10 clean sheet complessivi: 9 in Serie A, 1 in Champions League.
  • In Serie A: 24 gol subiti dopo 23 partite disputate, 28,03 XGA (Expected Goals Against).

Come possiamo notare, è calato il numero di reti subite, soprattutto in Serie A dove i rossoneri concedono molto meno alle avversarie. Non a caso, il Diavolo è la quinta miglior difesa del campionato e ciò è reso possibile da più fattori come la crescita di Maignan e le correzioni difensive di cui si è discusso in precedenza. Molto più basso anche il dato dei gol attesi contro in Serie A. Lo scorso anno rappresentava inoltre una certa tendenza a subire tutto quanto si concedeva, quest’anno c’è un discreto margine tra le occasioni concesse e quelle realizzate dall’avversario. Work in progress.

Milan: Fikayo Tomori, Malick Thiaw (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Fikayo Tomori, Malick Thiaw (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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