Onestamente, dopo un buon primo tempo come quello visto ieri sera, nessuno poteva aspettarsi che il Milan crollasse in quel modo, andando incontro ad una sconfitta più che meritata contro la Juventus. I rossoneri – pur con tante assenze – avevano messo in campo una buona prestazione nei primi quarantacinque minuti dell’Allianz Stadium, giocando alla pari con la compagine di Thiago Motta e creando anche almeno un paio di ghiotte occasioni da gol. La ripresa, invece, è stata uno strazio, con il Milan in balìa della Juventus, incapace di farsi valere in avanti e annichilito dai gol di Mbangula e Weah. A differenza di quanto fatto in Supercoppa o contro il Como, stavolta Conceiçao non è riuscito ad incidere all’intervallo e la sua squadra non è di fatto mai uscita dagli spogliatoi.
C’è stato, indubbiamente, un problema complessivo e generalizzato quanto all’atteggiamento, ma la sensazione, piuttosto evidente, è che siamo ad un punto della stagione in cui alcuni giocatori siano talmente cotti dal punto di vista atletico da non aver saputo tenere il ritmo alzato dalla Juventus nei primi venti minuti del secondo tempo. Troppo facile indicare i due esempi più lampanti, che rispondono ai nomi di Tijjani Reijnders e Youssouf Fofana: ventotto partite giocate per entrambi, 2309 minuti per il francese, quattro in meno per l’olandese, senza considerare gli impegni con le rispettive Nazionali. Sia con Fonseca che con Conceiçao i due sono stati e sono in campo praticamente sempre, da titolari persino contro il Sassuolo nell’Ottavo di Coppa Italia.
Giocano sempre, e non ce la fanno più: Milan, quando un sostituto di Fofana e Reijnders?
E questo perchè? Perchè, fondamentalmente, la rosa rossonera è costruita malissimo, soprattutto in mezzo: in rosa solo cinque centrocampisti, che poi in realtà sono sempre stati quattro, considerando prima l’infortunio a Bennacer (ad oggi fisicamente improponibile) ed ora quello a Loftus-Cheek, che comunque sta(va) disputando una stagione ampiamente al di sotto delle aspettative. Insomma, Fofana e Reijnders stanno tirando la carretta da agosto e – siccome “non ci vuole la zingara per indovinare” – chiunque mastichi un po’ di calcio capirebbe (e il sottoscritto l’ha fatto presente da tempo su queste colonne) che, in una stagione in cui sei impegnato in quattro competizioni, al Milan servono ricambi all’altezza, soprattutto nella zona nevralgica del campo.
Eppure, siamo arrivati al 19 (quasi 20) gennaio senza che a Milanello sia arrivato alcun rinforzo, con gli uomini di mercato che paiono impegnati solo o principalmente a portare in rossonero il quinto terzino destro in rosa (senza contare Florenzi), alla veneranda età di 35 anni. Nessuno vuole accanirsi contro un un giocatore dalla grande mentalità e dal pedigree vincente, ma non si può far finta di non vedere che i problemi principali del Milan siano altrove. Conceiçao ha più volte ammesso che ci vorrebbe del tempo che non c’è, ma in via Aldo Rossi bisogna darsi una mossa, e al più presto, se si vuole continuare a puntare a quel piazzamento Champions che tanto considerano fondamentale dalle parti del Paese a stelle e strisce…


