Un “arquero” in cerca di un acuto: Morata e quell’etichetta da “giocatore delle partite secche”. Ecco la prima con il Milan

Chi se non il “giocatore da partita secca“? La Supercoppa Italiana è il primo trofeo in palio nella stagione 2024/25 per il Milan e Alvaro Morata vuole colpire il bersaglio grosso alla prima occasione. In fondo lo ha già fatto in estate all’Europeo, sempre da underdog, con la sua Spagna. I rossoneri non avranno la stessa qualità della Roja, ma proprio come la nazionale guidata da De La Fuente non erano i favoriti e non lo saranno nemmeno in finale contro l’Inter.

La definizione citata poc’anzi è di una persona che conosce molto bene il 32enne, ovvero Massimiliano Allegri, ospite a Sky Calcio Club nel marzo 2021. “Alvaro le partite secche le decide. Con me finali, semifinali… noi andiamo in finale la prima volta (con la Juventus in Champions League, ndr) perché lui fa gol in semifinale, semifinale e finale: due col Real e uno con il Barcellona. Coppa Italia, entra e fa gol. Nelle partite secche è micidiale. Nella vita purtroppo, piaccia o non piaccia, ci sono le categorie“. Dopo la semifinale contro la Juventus, ecco un’altra partita decisiva nel derby contro l’Inter: l’obiettivo è confermare queste parole e trovare un acuto in una stagione fin qui complicata.

La stagione di Morata

I primi mesi rossoneri di Alvaro Morata sono stati travagliati per tanti motivi, sia di tipo personale che di squadra. Arrivato in estate dall’Atletico Madrid per 13 milioni di euro (contratto fino al 2028 con opzione fino al 2029 a 4,5 milioni di euro), il centravanti spagnolo ha finora realizzato solamente 5 gol con la maglia del Milan: Torino, Lecce, Real Madrid, Empoli e Atalanta le sue vittime.

Dopo un’estate da protagonista con la fascia di capitano della Roja e un Europeo vinto, il 32enne ha raggiunto Milano e ha svolto una preparazione particolarmente rapida insieme ad altri nazionali, sempre rientrati dagli impegni estivi. Il 17 agosto era già in campo contro il Torino a San Siro per uno spezzone, soli 9 giorni dopo il suo ritorno in Italia. Nel frattempo, come detto, ci sono state delle decisioni importanti anche dal punto di vista familiare con la pacifica separazione dalla storica compagna Alice Campello.

Il 20 agosto un primo ostacolo si è posto sulla strada del numero 7 rossonero: lesione di basso grado del muscolo retto femorale sinistro. Uno stop di qualche settimana che gli ha impedito di giocare due partite con il Diavolo e due in nazionale. Poi il ritorno in campo e poco meno di due mesi “tranquilli” fino al trauma cranico subito durante uno scontro di gioco nell’allenamento successivo a Real Madrid-Milan e precedente a Cagliari-Milan. Altro giro, altro stop con il rientro dopo la sosta di novembre. Infine la tonsillite che ha privato i rossoneri del loro attaccante contro l’Hellas Verona. Alle questioni prettamente individuali si è aggiunta poi una situazione collettiva difficile che ha portato al cambio dell’allenatore che in estate lo aveva voluto, ovvero Paulo Fonseca. Ora sembra tornato il sereno, giusto in tempo per un trofeo.

È Morata l’anti-Inter

La partita contro l’Inter è una grande opportunità in generale per il Milan per svoltare la stagione, ma lo è anche singolarmente per Alvaro Morata per mostrare a tifosi e critici di essere stato l’uomo giusto in estate per l’attacco.

I numeri attuali permettono di dare credito alle critiche perché i gol sono stati pochi e non c’è mai stato l’acuto, se non nella notte di Madrid, finora l’unica vera soddisfazione insieme al derby d’andata per il Diavolo. I numeri contro l’Inter non sono al contempo ottimi perché in 16 sfide ai nerazzurri sono solamente 4 le reti realizzate tra Juventus, Atletico Madrid e Milan. Invertire questo trend e trascinare il Milan: questi gli obiettivi.

Sarà con ogni probabilità affiancato da Christian Pulisic, il quale compito sarà quello di assisterlo e di attaccare la profondità negli spazi creati dallo spagnolo. L’esempio? Il gol dell’1-2 contro la Juventus con il numero 7 a lanciare Yunus Musah nello spazio dopo essere venuto incontro al compagno. Dopo Tammy Abraham a settembre, tocca allo statunitense supportare “El Arquero”: nel mirino c’è il derby, c’è la Supercoppa Italiana.

Milan: l'esultanza di Alvaro Morata dopo un gol (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: l’esultanza di Alvaro Morata dopo un gol (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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