Veron: “Conceicao è un hombre vertical con principi ferrei: è pronto a sfidare il mondo intero e darà tutto per il Milan. Milanello? Non si spaventa di certo”

Juan Sebastian Veron ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport per parlare di Sergio Conceicao, suo compagno di squadra nella Lazio dello scudetto 2000, e oggi nuovo allenatore del Milan. Ecco come lo ha descritto.

“Affidabile, determinato, vincente. Sergio è uno su cui puoi sempre contare. Io chiudevo gli occhi e sapevo di trovarlo sulla fascia destra, pronto a ricevere il mio lancio. E poi è testardo, grintoso, non molla mai: voleva vincere anche le partitelle in allenamento. Un hombre vertical, lo descriverei così. È uno di princìpi ferrei. Crede nelle regole, le segue, non sgarra mai. Non sono mai stato allenato da lui, ovviamente, ma immagino che sia così anche in panchina. Ha un metodo, lo applica, e ai suoi giocatori credo che chieda di sputare l’anima in campo“.

Veron prosegue: “Ambiente Milan? Sergio non si spaventa di certo. È pronto a sfidare il mondo intero per raggiungere l’obiettivo che si è prefissato. Il suo carattere non è di ferro, ma d’acciaio. Non credo proprio che possa preoccuparsi della situazione che trova a Milanello. È stato per sette anni sulla panchina del Porto, un club che quanto a tensioni e pressioni non scherza mica. E al Porto ha vinto, ha vinto tantissimo, credo sia diventato l’allenatore più vincente della storia della società, e ciò significa che è pronto per qualsiasi ambiente. Se lo conosco un po’, lui arriva, fa una riunione con la squadra e spiega che cosa bisogna fare e che cosa pretende. Poche parole e tutte molto chiare, per evitare di essere frainteso. E poi subito in campo a lavorare, senza tanti discorsi“.

Sull’idea di gioco di Conceicao: “Mi sembra che Sergio sia un allenatore della vecchia scuola, quella che preferisco. Calcio verticale, pochi titic-titoc e, soprattutto, il principio fondamentale: il gioco lo fanno i giocatori sul campo, mica l’allenatore alla lavagna. Ha imparato da Eriksson, al quale siamo tutti debitori di questa lezione. Sergio utilizza spesso il 44-2, gli piacciono gli esterni che spingono e si sacrificano nei rientri, com’era lui, e in mezzo al campo vuole avere un uomo pensante: io, però, faccio il presidente dell’Estudiantes, qui a Buenos Aires, e non posso muovermi… A parte gli scherzi, le sue squadre sono fisiche, puntano molto sul pressing e sulla velocità“.

Sul Milan: “Certo che se hai la forza per vincere al Bernabeu, che è una cattedrale, poi non ti puoi smarrire in un campo di provincia com’è capitato al Milan. Vuol dire che il gruppo non era perfettamente sintonizzato con le idee dell’allenatore. Problemi di spogliatoio? Così mi hanno riferito, ma io lo spogliatoio di Milanello non l’ho vissuto. Una cosa risulta evidente: le esclusioni eccellenti che Fonseca ha deciso. Tenere fuori Leao e Theo è una faccenda che pesa. Bisogna vedere che cosa è realmente successo. Io credo che, per raggiungere grandi traguardi, e lo dico da presidente di un club, sia necessaria una totale sintonia tra squadra, allenatore, dirigenti e tifosi. Se manca anche una sola di queste componenti, vai poco lontano. Non so quale componente sia mancata finora al Milan“.

Veron conclude: “Penso che cercherà di dare certezze alla squadra. La struttura del gruppo che va in campo deve sempre essere la stessa, questa perlomeno è la mia idea. Ciò significa avere una formazione base sulla quale lavorare. Quando, poi, le cose si sono messe sulla strada giusta, allora si può pensare di modificare qualcosa per dare riposo a qualcuno, per fare turnover in vista di un impegno importante e cose del genere. Ma cambiare sempre formazione, a mio avviso, non ha senso: si finisce che i giocatori non si conoscono alla perfezione. Intanto c’è la Supercoppa Italiana, e vediamo in pochi giorni che cosa riuscirà a fare Sergio. Sono convinto che il Milan trarrà beneficio dall’arrivo di Conceiçao: è un professionista serio, con un ottimo bagaglio di esperienze che metterà al servizio del club. E, soprattutto, è un ragazzo d’oro: darà l’anima per il Milan“.

Sergio Conceição (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Sergio Conceição (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

Ex Milan, Borini: «Spero di vivere ancora di calcio. Cambiare grandi squadre come i rossoneri e il Liverpool…»

Fabio Borini ha rilasciato un'intervista ai microfoni di gianlucadimarzio.com...

Inter, per Jones un mese di stop: non ci sarà nel derby di Halloween

Nella giornata di ieri l'Inter ha comunicato che Curtis...

Di Natale: «Mi piacerebbe che il Milan facesse con Camarda quello che l’Inter ha fatto con Esposito»

Antonio Di Natale ha rilasciato un'intervista ai microfoni della...