Verticalità, riaggressione e… una cura per Theo. Ecco come potrebbe presentarsi il Milan di Conceicao

Il 30 dicembre, solitamente, è sempre sinonimo di un tramonto, della chiusura di un cerchio, quantomeno temporale. Ma non per tutti. Non ad esempio per Sergio Conceicao che, a quasi 24 ore dal brindisi di Capodanno, ha appena iniziato la propria avventura sulla panchina rossonera. Per il tecnico portoghese è già tempo di grandi prove e palcoscenici, visto che il 2025 partirà col botto: all’orizzonte di Riyad c’è la Juventus del figlio Francisco, primo dentro-fuori di un gennaio intensissimo.

L’ex Porto è chiamato a trionfare laddove il suo predecessore ha fallito, ossia mostrare un Milan a sua immagine e somiglianza. Ma quali sono i principi tattici del neo tecnico? E quali le differenze principali con Fonseca? La diversità principale col connazionale è caratteriale: molto più carismatico Sergio, molto più pacato invece Fonseca. Considerando la precedente esperienza in Portogallo, in cui ha conquistato ben 11 trofei, possiamo dire che il sistema di gioco di partenza potrebbe rimanere il 4-2-3-1. In fase di possesso, la costruzione prevede i due centrocampisti abbassarsi ad aiuto dei due centrali mentre i terzini, inizialmente larghi, come fece Wendell al Porto, pronti a tagliare verso il centro e attaccare lo spazio. Un compito che potrebbe giovare al recupero di Theo Hernandez che è esploso proprio con Pioli grazie alle sue incursioni. Meno a suo agio potrebbe essere invece Emerson Royal, abituato con Fonseca ad esser più bloccato o quantomeno largo sulla fascia. In attacco il trequartista è solito affiancarsi alla punta e accompagnare l’azione assieme agli esterni. Tutto ciò per creare una varietà di soluzioni sia sulle corsie esterne che centralmente, portando tanti uomini in area di rigore per la rifinitura. Volendo fare dei paragoni, l’uomo più adatto agli inserimenti potrebbe essere Reijnders, come si è visto ieri sera, ma occhio anche a Loftus-Cheek che ebbe successo con Pioli proprio in quella posizione. I due play a supporto dei centrali, invece, potrebbero essere Bennacer e Fofana.

La fase di non possesso si identifica principalmente per la grande intensità di riaggressione del pallone. Se l’azione non viene chiusa o c’è un errore tecnico, il primo pensiero dev’essere recuperare la sfera nell’ultimo terzo di campo e riproporre la verticalità. Se invece si tratta di una costruzione dal basso, Conceicao predilige la superiorità numerica sul centro difesa. Se ad esempio gli avversari giocano con due punte, a supporto dei centrali scalerà un centrocampista. In parole povere, ciò che fece Verela al Porto e che si potrebbe riproporre in rossonero con Fofana o Bennacer. Sulla costruzione dei centrali avversari ad uscire sarà la prima punta assieme ad un centrocampista, non l’esterno, mentre le ali dovranno scivolare sui terzini. Questo comporta un grande sacrificio e una grande corsa, a cui si dovranno adattare tutti, compreso ad esempio Leao.

Considerando questi principi, le idee di Conceicao sembrerebbero sposarsi bene con la rosa rossonera, che dovrà però adattarsi ad un sistema di gioco più dinamico e dispendioso, ma allo stesso tempo molto verticale e propositivo con un occhio all’equilibrio. Tutto questo necessiterà un po’ di tempo. Conceicao dovrà esser abile a farsi bastare questi sei mesi. Adesso tocca a lui.

Sergio Conceição (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Sergio Conceição (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Alberto Carraro
Alberto Carraro
Sono Alberto e ho 25 anni. Amante del calcio da sempre, nel 2019 ho iniziato a coltivare la mia passione per il giornalismo, tramutata poi in scrittura di articoli ma anche realizzazione di grafiche per Milanpress.it. Sono inoltre un appassionato di statistiche, cerco sempre di unire il mondo dei dati a ciò che vediamo sul campo e a provare a trarne delle analisi interessanti.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress