Milan, Fonseca invoca la ‘liderança’ da parte di tutta la squadra. E se si stesse puntando sui caratteri sbagliati?

Il tema leadership (o liderança in portoghese) è uno tra i più caldi a Milanello. Ma non solamente da quest’anno. Gli anni post scudetto hanno messo in luce – o in ombra – un Milan quasi sempre in difficoltà nei match più cattivi e tosti. Se il Diavolo scudettato ha ricavato tanti punti importanti grazie a quella qualità che Pioli, in diversi anni di lavoro, è riuscito a tirar fuori dai suoi migliori elementi, quello venuto dopo è mancato soprattutto in questo ambito.

Tra le stagioni 22/23 e 23/24, è stato veramente complicato vedere una squadra quantomeno cattiva in campo. Che poi, alla fine dei conti, è quello che è sempre stato contestato da un pò tutti: si può perdere, è più che normale nel calcio, ma con dignità. Tante partite balzano all’attenzione del tifoso e non solo. Si pensa alla doppia sfida contro l’Inter in Champions League, dove il Milan è sembrato arrendevole sin dal calcio d’inizio della gara di andata; si pensa agli altri 4 Derby persi consecutivamente; ma si pensa anche a tante altre partite dove mai si è scesi in campo con la giusta cattiveria negli occhi.

Ed è così che, di conseguenza, si contesta subito la mancata leadership di chi – agli occhi esterni – sarebbe dovuto essere l’uomo (o gli uomini su cui contare). Al momento nell’occhio del ciclone c’è Theo Hernandez che, dopo la scenata del cooling break a Roma e quella dei rigori a Firenze, è stato parecchio criticato. Ma non solo, prima di lui c’è passato Leao, e anche su di lui non sono state risparmiate parole forti. E se invece si stesse chiedendo alle persone sbagliate? O meglio, si stesse puntando sui caratteri sbagliati?

Milan: Theo Hernandez e Rafael Leao (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Theo Hernandez e Rafael Leao (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Non sempre i giocatori più forti devono essere anche i leader nello spogliatoio. Dipende da carattere a carattere, e semplicemente Theo e Leao potrebbero non avere quell’indole. Se si pensa, ad esempio, al Milan del passato, Kaka (che ha vinto un Pallone d’Oro) era senz’altro il leader tecnico della squadra, ma non era l’uomo che ti mette in riga nello spogliatoio, neanche Shevchenko lo era. Per quello c’erano i vari Maldini, Gattuso, Seedorf o Nesta.

Per questo motivo forse sarebbe meglio distogliere lo sguardo dai giocatori che – comunque sia – attirano a se tutte le critiche, e focalizzarsi su chi in campo si fa sentire davvero. Al momento si può pensare senz’altro a Maignan, che dopo un’annata non splendida lo scorso anno, quest’anno sta tornando al top; si può pensare a Gabbia, che ha sempre la radio accesa in campo; così come Morata, tra i tanti motivi preso anche per la sua innata leadership, aumentata ancor di più dopo la vittoria dell’Europeo con la sua Spagna, da capitano.

La cosa migliore è averne uno in ogni reparto, e sembrerebbe proprio quello su cui il Milan sta lavorando di più. Manca un leader a centrocampo, che alla fine è il reparto da cui tutto parte, dalla partenza di Tonali e Kessie, non è mai arrivato qualcuno in grado di poter legare bene quella parte di campo. Fofana potrebbe essere l’uomo giusto, ancora deve crescere parecchio, ma i margini sono più che ampi. Qualcosa l’ha dimostrata contro il Leverkusen, dove nell’ultima mezz’ora della gara si trovava ovunque, prendendosi rischiosi tiri da fuori e quant’altro e recuperando palloni in attacco.

La squadra deve crescere e, come anche Fonseca è abbastanza consapevole, il tempo non è tanto. Serve una scossa? Probabilmente, ma con sole scosse in questi anni non si è andati troppo lontani, serve continuità, servono le strisce di risultati positivi che non si interrompano appena si incontra la prima big, ma soprattutto serve tirar fuori la cattiveria, sia da chi è leader che da chi non lo è.

Milan: l'esultanza della squadra dopo il gol di Matteo Gabbia nel derby (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: l’esultanza della squadra dopo il gol di Matteo Gabbia nel derby (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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