Tutto più facile col senno di… prima. Centrocampo, Milan, Bennacer, liste: un pasticcio dietro l’altro

Non ci voleva. Possiamo partire così o è troppo banale? Lo ribadiamo in ogni caso: non ci voleva proprio, né per il giocatore, né per il club. È un po’ questo l’umore di chi osserva da fuori (e dentro) il Milan dopo la notizia dell’infortunio di Ismael Bennacer che, da valutazioni iniziali, potrebbe essere più grave del previsto, costringendolo a saltare qualche mesi (si parla di 2-3).

Saranno necessari esami approfonditi, certo è che lo stop arriva nel momento peggiore possibile per l’una e per l’altra parte. Un giocatore che dopo un’estate travagliata, che lo ha visto spesso più fuori che dentro il Milan, aveva solo bisogno di ritrovare serenità per rendersi disponibile. Un club che si ritrova a metà settembre con 4 centrocampisti a disposizione per l’inizio del periodo da 3 partite a settimana. La sosta dà (Reijnders, Pavlovic, Leao), la sosta toglie (Bennacer).

Bennacer, un talento in declino?

Che è successo ad Ismael Bennacer? Che è successo al numero 4 del Milan ammirato con la maglia rossonera? È stata un’allucinazione collettiva? No, ma i problemi sono stati molteplici negli ultimi anni, tanto da poter portare la società a pensare di fare a meno di lui in estate.

La cronaca degli infortuni dal 2020 ad oggi è particolarmente ricca, con la sola eccezione della stagione 2021/22, quella dello scudetto rossonero. Di mezzo anche un grave stop accusato proprio quando sembrava aver trovato brillantezza ed essere tornato al centro della manovra nel derby di Champions contro l’Inter. Il destino sembra essere davvero poco clemente con lui.

Che fine ha fatto quel giocatore irresistibile con il pallone attaccato al piede, caparbio nei contrasti e nello stretto, abile nella gestione dei ritmi del gioco? Ad oggi è un ricordo lontano, troppo lontano. Poteva essere l’anno zero anche per lui, sta diventando l’anno -1. E forse la colpa non è nemmeno sua.

Un pasticcio dietro l’altro: gli insegnamenti non appresi

Ahinoi, è veramente difficile non considerare colpevole chi sta ai piani alti. Non dell’infortunio di Bennacer, non della sfortuna che si è accanita sul giocatore, quanto delle strategie che un’altra volta si stanno dimostrando sbagliate.

Un anno fa Rade Krunic venne confermato e trattenuto palesemente controvoglia, forse anche sotto spinta decisiva dell’allenatore dell’epoca. Il resto è storia. Una storia che però ha insegnato poco o nulla perché un anno dopo un altro giocatore, forse meno in maniera perentoria, aveva fatto capire di essere pronto ad una nuova avventura.

Col senno di poi… penserete. Col senno di prima… pensiamo. Perché quello non è l’unico errore, anzi forse è l’ultimo in ordine di tempo. Prima viene la costruzione di una squadra che si trova ora con l’acqua alla gola e in emergenza a centrocampo. Una costruzione che non ha previsto nelle ultime due stagioni acquisizioni utili in termini di liste (qualcuno ha detto italiani?). Una costruzione che permette ora a Fonseca di poter schierare un mediano e tre mezzali in un 4-2-3-1: se la scelta dell’allenatore ha seguito dei parametri, perché ci si ritrova ora in questa situazione?

Perché si va alla ricerca a fine mercato di profili alla Chukwuemeka (un’altra mezzala)? Non restano che Fofana, Reijnders, Loftus-Cheek e Musah, a cui si possono aggiungere Vos e Zeroli da Milan Futuro, almeno in campionato (il secondo anche in Champions).

L’infortunio di Bennacer non sarà la pietra tombale su questo Milan, crediamo noi. È solo l’ultimo allarme di problemi a questo punto atavici di un modus operandi che non sta risultando di successo. E lo diciamo col senno di prima, non col senno di poi, perché la situazione era chiara a molti, evidentemente non a tutti.

Milan: Ismael Bennacer, Ruben Loftus-Cheek (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Ismael Bennacer, Ruben Loftus-Cheek (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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