Milan, le prove degli attaccanti: rimandati Colombo e Maldini, bocciato Leao

Una vittoria pazza, dopo una serie infinita di rigori sotto una tempesta climatica e di emozioni. Il Milan riesce ad avere la meglio sul Rio Ave e passare alla fase a gironi di Europa League (qui le avversarie).

Più difficoltà del previsto, in 120 minuti che hanno detto tanto sulle condizioni dei rossoneri. Una formazione particolarmente rimaneggiata, soprattutto in attacco, ha messo non poco in difficoltà Pioli nello scegliere l’undici titolare ed anche nel fare i cambi a partita in corso.

Al netto delle indisponibilità – Ibrahimovic e Rebic su tutti – quello che salta all’occhio è la prova dei tre attaccanti disponibili ovvero Maldini, Colombo e Leao, utilizzati in maniera diversa da Pioli ed autori di tre prestazioni completamente differenti. Il primo, impiegato da titolare per la prima volta, non è riuscito ad incidere ma gli si può perdonare. Non era di certo la partita giusta per poter esprimere il suo talento ma impegno e sacrificio non sono mancati. Impegno e sacrificio che è mancato invece da chi l’ha sostituito. Al 67′ Daniel ha infatti lasciato il posto ad uno spento Rafael Leao.

Milan: Rafael Leao - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Rafael Leao – Milanpress, robe dell’altro diavolo

Il portoghese, che tornava a giocare in patria, è entrato male e – tranne il rigore – ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare. Lezioso ed a tratti inconcludente, Leao non è riuscito a spaccare la partita confermando la nomina di giocatore discontinuo. Partita praticamente opposta a quella del portoghese – rigore compreso – invece quella di Lorenzo Colombo. Buttato nella mischia da Pioli nel primo tempo supplementare, il classe 2002 ha aggiunto fisicità all’attacco rossonero, leggero fino a quel momento. Sua la sponda di testa decisiva in occasione del rigore al 120′, ma poco incisivo e nel vivo del gioco i minuti precedenti. Rischiava di essere gravissimo invece l’errore dal dischetto nell’infinita lotteria ma, da debuttante e come dichiarato da Pioli, non è da condannare.

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