Le nostre pagelle al termine di Lazio-Milan:
MAIGNAN: 6 – Impegnato poco dai tiri avversari, non mostra comunque la solita sicurezza: nel primo tempo rischia il pasticcio con Florenzi. Problemi di comunicazione.
FLORENZI: 5 – Male, questa sera, il sempre costante terzino rossonero. Il ritorno a Roma non è dei migliori: probabilmente stanco.
KJAER: 6 – Gara che inizia con un po’ di incertezza, poi riesce a tamponare le offensive degli avversari.
GABBIA: 6,5 – Il migliore in campo, ancora una volta. Non soffre la velocità degli avversari, e sembra anche migliorato nell’eleganza. Ottima prova.
THEO HERNANDEZ: 5 – Il francese classe ’97, sembra spento e affaticato. Anche se da una sua accelerazione arriva il gol nel finale.
ADLI: 5,5 – Meglio nella trequarti avversaria che in quella propria. Rischia e perde molti palloni, ed è un peccato, soprattutto per quanto lavoro fa lui stesso in interdizione. Passo indietro.
BENNACER: 5 – Da quando è tornato, post infortunio, è parso sempre in difficoltà fisica. Non ha la condizione atletica per mantenere alta l’intensità.
PULISIC: 6,5 – L’unico a provarci sia nel primo tempo, e soprattutto nella ripresa. Ne fa espellere due, e trova il modo di mettere in difficoltà la difesa laziale.
LOFTUS-CHEEK: 5 – Gara opaca e senza ritmo per il centrocampista inglese. Male in entrambe le fasi, e non riesce costruire ripartenze alla sua maniera.
LEAO: 5 – Il portoghese è la controfigura del talento cristallino visto pochi giorni fa contro l’Atalanta. Mai una giocata giusta e mai la forza e la voglia di sbloccare il match.
GIROUD: 5 – Perde tutti i duelli contro i centrali della Lazio: appare stanco e appannato.
REIJNDERS: 6
CALABRIA: 6
OKAFOR: 6,5 – Trova il quinto gol in campionato, ed ha il merito di crederci fino alla fine.
TOMORI: SV
THIAW: SV
PIOLI: 5 – Il suo Milan fa un grosso passo indietro rispetto alla gara di pochi giorni fa contro l’Atalanta: la squadra di Pioli è altalenante, poco costante, soprattutto nelle prestazioni. Riesce a trovare il modo di risolverla con l’ingresso di Okafor. Nel complesso, serve fare molto di più.


