Un giocatore divisivo, sarà così per sempre? Forse sì, in fondo la sua vera natura l’hanno capita forse solo lui, Stefano Pioli e i suoi compagni. Chi sta fuori commenta a seconda della singola prestazione, ma più per i numeri che per quanto finisca per fare effettivamente sul campo per 90′. Rafael Leao è questo: croce per gli avversari, delizia per la squadra. Al resto delle persone, dagli addetti ai lavori ai tifosi, resterà il beneficio del dubbio.
I numeri in questa stagione recitano questo: 7 gol e 8 assist in 29 partite stagionali. A chi piace fare paragoni: Vinicius Junior è a quota 12 gol e 7 assist in 22 presenze, Kylian Mbappe a quota 31 gol e 7 assist in 30 presenze. Ma lui non è né Vinicius né Mbappe. Un giocatore che forse stacca la spina, ma che ieri contro il Rennes ha dato alcune risposte.
La prima: soffre anche lui le “poche” reti in stagione. L’urlo ne è la conferma. La seconda: quando sta bene, riempie la partita anche di ripiegamenti difensivi in stile PSG. La terza: con Theo Hernandez sulla sinistra si trova davvero ad occhi chiusi. La quarta al nostro che succede di qualche settimana fa: succede che Rafael Leao determina anche quando si vede meno. Sta a noi cercare di vedere di più.


