Ma il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Siamo assolutamente certi di una cosa: alle 22.55 italiane di ieri sera, i tifosi del Milan sparsi per il mondo si sono divisi su due posizioni diametralmente opposte. Da un lato, chi ha visto una squadra capace di creare tante occasioni importanti su un campo da sempre complicatissimo e contro un Borussia Dortmund in ottimo stato di forma (e ancora imbattuta in campionato). Una squadra solida, che ha retto bene l’impatto nel primo tempo, quando i tedeschi si sono dimostrati decisamente più dinamici, ed è via via cresciuta nel secondo, sfiorando più volte la vittoria. Dall’altro, chi ritiene molto più pesanti i 180 minuti senza gol in Champions malgrado la quantità di occasioni create, segno che la truppa di Pioli non ha la malizia di altre big, e che forse – un po’ troppo sicura della sua giovane età e delle sue qualità – viene meno quando ci sarebbe da colpire senza pietà.

Milan, com’è il bicchiere?

La classica partita, insomma, in cui qualunque giudizio è condizionato da modo di pensare e simpatie personale per i calciatori, nel quale metà delle persone vedono il bicchiere mezzo pieno e l’altra lo osserva mezzo vuoto. Da qui anche le discussioni social sulla prestazione di Rafael Leao, che – per quanto possa valere il parere di chi scrive, e con buona pace di chi lo ha trovato lezioso e poco concreto (vero, Cassano?) – è stato uno dei migliori in campo, essendo l’artefice di tutte o quasi le nostre occasioni e che ha messo almeno tre volte i compagni nelle condizioni di segnare. Lo stesso dicasi di Yacine Adli, entrato benissimo in campo e autore di una prova decisamente migliore di chi gli ha “strappato” la maglia da titolare del Milan al Signal Iduna Park. Molti avevano sottovalutato la sua prestazione in campionato Cagliari, affermato che Adli avrebbe sofferto in ritmo e personalità le sfide contro due avversari molto più probanti quali Lazio e Borussia: ed invece, prima la standing ovation da San Siro contro i biancocelesti, e poi un’ottima prova in Germania, nella quale, oltre alla precisione in fase di costruzione, si è fatto sentire con tenacia anche in quella di contenimento.

Sul “lato oscuro della Luna” ci sono, evidentemente, le prove poco brillanti di Calabria, Pobega, Chukwueze e Giroud, anche se – a conti fatti – possiamo dire senza possibilità di essere smentiti che, sia contro il Newcastle che contro il Dortmund, molto banalmente il Milan non ha vinto perché non ha segnato. Ora si torna in campionato, anche con alcune cose utili, a cominciare dalla difesa che dopo i cinque gol nel derby ne ha subito solo uno nelle successive cinque partite. Testa al Genoa, in un altro ambiente caldo, per un match da vincere in modo da arrivare senza troppi rimpianti alla sosta per le Nazionali, dopo la quale ci saranno i tre big match consecutivi contro Juventus, Paris Saint-Germain e Napoli nel giro di una settimana.

Twitter: Juan__DAv

Borussia Dortmund-Milan: Theo Hernandez, Julian Brandt ed Emre Can (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Borussia Dortmund-Milan: Theo Hernandez, Julian Brandt ed Emre Can (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

Il primo Milan di Amorim dopo la sosta: cosa dobbiamo aspettarci davvero?

È stata lunga, forse troppo, la sosta Nazionali in...

Boban e Gila hanno ragione entrambi: ma oggi al Milan serve più realismo che memoria

Due Milan, due fotografie della stessa realtà. Zvonimir Boban...