Nell’estate 2017, mentre nelle orecchie di mezzo mondo risuonava Despacito di Luis Fonsi e Daddy Yankee, i tifosi milanisti impazzivano per uno slogan destinato a diventare un terribile boomerang. Il “passiamo alle cose formali” di fassoniana memoria con cui l’allora ad rossonero battezzava i nuovi acquisti – diventato poi tristemente canzonante in una stagione tragicomica – era stato salutato con un entusiasmo che a Milanello non si vedeva da anni, comprensibile per un ambiente depresso da anni anonimi tra parametri zero e paracarri bolliti.
I colpi di Furlani
Sei anni dopo l’estate milanista torna a essere bollente e non c’entra soltanto la calura estiva. Loftus-Cheek, Reijnders, Pulisic, Romero, Okafor, più un Chukwueze in arrivo. Sono gli effetti della rivoluzione cardinaliana, che ha stravolto l’universo rossonero nel giro di due settimane: via Maldini e Massara, architetti dello scudetto numero 19, via Sandro Tonali, emblema di milanismo. Un inizio di mercato che avrebbe depresso anche il più ottimista degli ottimisti, e invece…

Il mercato che non ti aspetti
Il numero 1 di RedBird ha affidato le chiavi del Milan a Giorgio Furlani, amministratore delegato subentrato a Ivan Gazidis, una figura passata sottotraccia negli ultimi mesi, fino a quando l’imprenditore americano non ha deciso di dare il benservito alla M&M. Da lì un’escalation di colpi di mercato come non si vedeva da anni, da sei anni appunto, quando Fassone e Mirabelli confezionarono una campagna acquisti apparentemente esaltante ma rivelatasi un clamoroso fiasco. Di fronte a questa sequela di nuovi arrivi il pensiero a quell’estate non è qualcosa di assurdo.
Furlani-Mirabelli-Fassone: non è la stessa musica
Certo, la speranza è che le cose vadano molto diversamente e ci sono almeno un paio di motivi per predicare un prudente ottimismo. Innanzitutto le cifre, ben lontane dai quasi 200 milioni buttati nell’immondizia dal duo ex interista: il prezzo dei nuovi arrivati non supera i 20 milioni e l’intera spesa è stata praticamente assorbita dal ricavato della cessione di Tonali. E poi c’è l’ossatura di una squadra imparagonabile a quella del Montella II: se quello era un Milan che partiva davvero da zero, questo ha già tra le sue fila dei leader veri e dei grandi giocatori. E quindi passiamo pure alle cose Furlani, senza paura, con curiosità e voglia di scoprire cosa sta portando questo vento nuovo.

