
L’immagine in lacrime di Sandro Tonali per l’addio di Zlatan Ibrahimovic resterà probabilmente la sua ultima con la maglia rossonera, con la maglia del Milan. Le strade potranno poi intrecciarsi nuovamente per una coincidenza del destino, ma nulla sarà mai più come prima. Non c’è nulla di sensazionalistico in questo discorso, solamente il puro racconto di un fatto: la passione che trasudava dal volto del numero 8 per i colori che sognava sin da bambino non sarà mai più vista allo stesso modo.
Neanche nei peggiori incubi di un tifoso qualunque era immaginabile un giugno di addii di questo tipo: Zlatan Ibrahimovic, Paolo Maldini, Frederic Massara e ora Sandro Tonali. Un’escalation graduale fino al punto di non ritorno: può essere la vittoria della società Milan, ma è e rimarrà la sconfitta del club Milan. Passato, presente e futuro se ne vanno in un solo mese, chi per propria scelta, chi per scelta dall’alto: se non è una sconfitta questa.
Poi c’è il lato economico, ci sono i 70, forse 80 milioni di euro che permetteranno di svolgere un mercato coraggio. O perlomeno l’auspicio è questo. Tanti? Sicuramente. Irrinunciabili? Chissà. E per ogni medaglia, ci sono due facce: il giocatore sembra sedotto dal progetto Newcastle e dalla maxi offerta contrattuale che triplica di fatto quella attuale. Tanti? Sicuramente. Irrinunciabili? Chissà. L’eco fastidioso delle promesse, forse ingenue e mal calcolate, di questi anni riecheggia in alcune menti.
Ma cosa resta davvero di questi tre anni (tre, non dieci) di Sandro Tonali con la maglia del Milan? Resta quella presentazione strappalacrime del bambino che realizza il proprio sogno. Resta quella prima stagione complicata a causa di una preparazione estiva difficoltosa (Covid) e di aspettative alte. Resta la crescita esponenziale del secondo anno. Resta il gol allo scadere all’Olimpico e quella corsa liberatoria. Resta lo scudetto, vinto da protagonista. Restano tante parole, da leader. Restano tante presenze, che facevano pensare ad un legame indissolubile. Resta l’amaro in bocca, terribile, per quello che poteva essere, ma non sarà. E per uno scherzo del destino, ancora una volta, un Europeo U21 nel mezzo. Nel 2017 nel tira e molla contrattuale con Donnarumma. Nel 2023 nell’addio totalmente inaspettato di Tonali.
Le colpe potranno essere spartite. C’è chi si schiererà dalla parte del giocatore, chi dalla parte della società. Chi si scaglierà contro una parte e chi contro un’altra. Negli ultimi 3 anni si era creata un’unione viscerale nell’ambiente: società, dirigenza, staff tecnico, giocatori, tifosi. L’estate 2023 porta divisione e incredulità. “Non tutto il male vien per nuocere” dice qualcuno: tutto vero, ma il male è stato portato in casa consapevolmente. Ed è questa, forse, la beffa più grande.


