La carta d’identità non mente, così come non mentono le prestazioni sul rettangolo di gioco. Thiago Silva, alla bellezza di 36 anni e 331 giorni, ha condotto il suo Paris Saint-Germain all’apice dello splendore europeo conquistando una finale da assoluto protagonista e leader della retroguardia parigina. Ieri sera l’ennesima prova di carattere, di personalità, di leadership che alza un muro davanti ad un Lipsia incapace di arrivare alla conclusione in porta. E pensate allo scherzo del destino: proprio lui che è stato bocciato dal Professore Rangnick adesso spedisce a casa il prodotto di qualità della casa Red Bull. Alla faccia del “vecchietto”, Thiago Silva ha dimostrato di potersela giocare ancora in quei palcoscenici da paura, quei momenti che proprio al suo vecchio Milan mancano da troppo tempo. Ed ora il brasiliano, dopo otto lunghi anni nella capitale francese, potrà liberarsi a parametro zero e decidere dove proseguire la sua brillante carriera, magari da campione d’Europa.
Nostalgia di Milan
Dopo la partita contro il Lipsia, il difensore centrale ha sottolineato come il suo unico pensiero sia la finale, le questioni di mercato saranno rinviate a Lunedì 24 Agosto. Non è un mistero che la sua priorità sia il ritorno in rossonero, anche se il club non sembra pronto a contraccambiare. E perché no? La prestazione di ieri ha sciolto ogni dubbio: Thiago ha nelle corde almeno un altro paio di anni ad alto livello ed il Milan ha bisogno di un difensore da affiancare al giovane capitano Romagnoli. Quale scelta migliore di un uomo che conosce l’ambiente ed ha una grande esperienza del mestiere? Assurdo pensare che Thiago non possa ancora dire la sua in rossonero, a maggior ragione dopo una finale di Champions League conquistata e, magari, inserita in bacheca. L’esperienza conta e ce lo ha dimostrato l’eterno giovane Zlatan Ibrahimovic, un altro pilastro nella retroguardia non potrebbe fare altro che consolidare un reparto apparso già in ottime condizioni nel post lockdown.
Dall’aspetto economico alla varietà di soluzioni
Probabilmente un aspetto che spaventa il fondo americano è l’ingaggio del giocatore. Certo, decine di milioni Elliott non potrà mai garantirle, ma non è nemmeno detto che l’amore per la maglia e la voglia di tornare a Milano portino Thiago Silva a chiedere così tanto. Guardate Bakayoko, pronto a dimezzarsi lo stipendio pur di rivestirsi di rossonero. Considerando le zero spese per il cartellino, la proprietà potrebbe spingere sull’ingaggio e presentare un’offerta soddisfacente ed allo stesso tempo non eccessiva. Così facendo, il brasiliano sarebbe utile alla crescita dei difensori giovani come Romagnoli e Gabbia, un leader carismatico come Ibra pronto a suonare la sveglia e, soprattutto, una grande alternativa nelle tre competizioni che i rossoneri dovranno affrontare da metà Settembre in poi. Con Thiago si potrebbe osare anche una difesa a tre con Romagnoli e Kjaer, o semplicemente una coppia difensiva di alta qualità, qualsiasi dei tre scenda in campo dal primo minuto. Ecco, i vantaggi di questa operazione ci sono. Eppure il club “ha altri piani, considerando anche l’età”.

