Lo speaker del Milan a San Siro Germano Lanzoni ha parlato all’edizione Milano de Il Corriere della Sera in vista del prossimo derby. Queste le parole di Lanzoni:
Sui suoi inizi: “Il nonno Mario Galli, milanista e baritono, mi ha influenzato nella fede calcistica e regalato la voce. Ho fatto tanto di quel casino che la Madonnina mi ha spedito all’inferno, ovvero San Siro, a casa. Infatti nello stesso anno la radio per cui lavoravo, Rds, diventò partner del Milan: l’allora direttrice marketing del club mi chiese se mi sarebbe piaciuto fare lo speaker. Due anni di gavetta, eventi e giovanili, poi lo stadio. Il più bel dono”.
Sull’annuncio più emozionante: “Quando ripeto la frase del fondatore del Milan, Herbert Kiplin: Saremo una squadra di diavoli, i nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari”.
Sul rapporto coi giocatori: “Ma li vedo solo allo stadio, ho 56 anni e potrei essere loro padre, anche se a volte su Instagram mi sento con Tonali e Saelemaekers. Ho un legame speciale con due vecchie glorie: Baresi e Massaro”.
Su chi ruberebbe all’Inter: “Non ruberei nessun calciatore all’Inter. Quando ne avevano di buoni sì che glieli abbiamo “rubati”, penso a Pirlo e Clarence Seedorf”.
Su come si prepara: “Ogni partita è un viaggio in un mondo parallelo, quel giorno non esiste set né palcoscenico, e io mi sincronizzo con la luce rossa che sta colorando il mondo, dal Duomo al Burji Khalifa di Dubai, una luce che non si spegne mai e che connette tutti i tifosi del pianeta”.
Se farà un fioretto per la rimonta: “Fioretti? No. Sono rossonero nella radice, nella gioia e nel dolore”.
Se crede alla rimonta: “Come posso non crederci? È come se il tempo fosse sospeso in attesa di un imprevisto, un colpo di scena alla Hitchcock, e allora mi sbilancio: Charles De Ketelaere che illumina San Siro, per la prima volta”.


