Nel corso dell’intervista rilasciata ai microfoni del Corriere dello Sport, l’attuale allenatore dell’Everton, Carlo Ancelotti, è tornato a parlare della finale di Champions League del 2005: “Quella fu la finale che giocammo meglio, tutte le altre furono più equilibrate. A Istanbul eravamo stati superiori al Liverpool, avremmo potuto chiudere il primo tempo in vantaggio di quattro o cinque gol, anziché con tre gol di scarto, come è avvenuto. Poi è andata come è andata. Quando siamo arrivati ai rigori, sapevo già che avremmo perso. Il tutto malgrado avessi la miglior batteria di rigoristi possibile, Pirlo, Sheva, Kakà, Tomasson, Serginho. A differenza di due anni prima, fui costretto a presentare tre difensori su cinque, ovvero Kaladze e Nesta, oltre a Serginho. Quando siamo riusciti a metabolizzare Istanbul? Due anni dopo, battendo il Liverpool ad Atene. Ricordo che, seguendo in televisione la semifinale con il Chelsea, tifammo tutti per il Liverpool, ci sembrava un segno del destino. Affrontammo lo stesso avversario e lo stesso allenatore, in un’altra finale, con la possibilità di rimarginare la ferita”.

