Ibra fino a dicembre? Tre indizi fanno una prova…

Erano gli ultimi giorni del 2019. Il Milan aveva rimediato una pesantissima sconfitta a Bergamo prima di Natale e ormai l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic era cosa fatta. Commentando quell’operazione il suo procuratore, Mino Raiola, spiegava a La Repubblica come l’attaccante svedese fosse pronto a tornare «per divertirsi e per far divertire il mondo». E ancora: «Non potevo permettere che il suo ultimo palcoscenico fosse Los Angeles. Questi sei mesi saranno come l’ultima tournée dei Queen, un lungo tributo: bisognava farlo a San Siro».

Parole che lasciavano chiaramente intendere come il progetto, prima che il Covid sconvolgesse il mondo, prevedeva sei mesi di contratto fino a giugno con tanto di festa al Meazza e un lungo tributo da parte del popolo rossonero. Piano che, però, si è ribaltato dopo due mesi e una già palpabile rivoluzione tattica e mentale nel Milan: l’emergenza coronavirus e lo stop delle competizioni ha allungato l’accordo con Ibra almeno fino al termine del campionato. E domani? Cosa succederà? Ci sono tre indizi che depongono a favore di un rinnovo, magari anche breve fino a dicembre, dell’intesa tra Zlatan e la società rossonera.

Il primo indizio riguarda la guida della squadra. Spazzata via l’ipotesi Rangnick, confermato Pioli, non ci sono più questioni anagrafiche e tattiche da dipanare. Se fosse arrivato il tedesco, appariva scontata la partenza di Ibra, fuori da ogni tipo di progetto che vuole ripartire sui giovani. Con la permanenza di Pioli, invece, potrebbe esserci continuità al percorso avviato a gennaio e che con una ulteriore onda da settembre a dicembre riuscirebbe ad indirizzare già su binari giusti la prossima annata.

Il secondo indizio arriva dallo stesso giocatore che tutto lascia intendere tranne che abbia voglia di smettere. Il 3 ottobre per lui arriverà il 39esimo compleanno, ma con un video su Instagram non sembra badare alla carta d’identità: «Quindi pensate che io sia finito. Che la mia carriera terminerà presto. Non mi conoscete. Ho dovuto combattere per tutta la vita. Nessuno credeva in me, così ho dovuto credere in me stesso. Alcune persone volevano spezzarmi, ma mi hanno solo reso più forte. Altre volevano approfittare di me, ma mi hanno solo reso più furbo. E ora pensate che si finito? A tutti voi, ho una sola cosa da dirvi: io non sono come voi, perché non sono voi. Io sono Zlatan Ibrahimovic e mi sto solo scaldando!».

Il terzo e ultimo indizio torna a quelle parole di Raiola su Repubblica: l’ultimo tour, la star, il tributo di San Siro. Potrà mai Ibrahimovic salutare il Milan e un campionato professionistico europeo come la Serie A in uno stadio completamente vuoto come sarà il Meazza il 2 agosto quando i rossoneri ospiteranno il Cagliari? Come ha scritto proprio il giocatore sui social, chi conosce Zlatan, sa che non potrà finire così.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress