Nel momento no del Milan c’è qualcosa di positivo? Cosa salvare delle ultime uscite

Il 2023 sembrava essere iniziato con il piede giusto: ottima prestazione contro una difficile Salernitana e il Milan già pensava di aver cacciato via gli spettri delle ultime partite pre sosta Mondiali. Era solo un’illusione però, perché subito dopo la Salernitana sono arrivate Roma, Torino e Lecce. Di queste 3 partite giocate dai rossoneri due sono finite in parità, l’altra invece, è terminata ai tempi supplementari con una sconfitta beffarda; ben 5 i gol subiti contro i 4 segnati, numeri sicuramente non incoraggianti.

Di questi 300 e più minuti giocati negli ultimi 7 giorni, si sono visti degli sprazzi di un Milan sicuro di sé, e sprazzi di un Milan completamente alla deriva, in confusione, e molto nervoso, si potrebbe anche dire che “sembra abbia perso la bussola“. Analizzando partita per partita gli ultimi 3 incontri si può vedere il bicchiere mezzo pieno (o, a seconda dell’interpretazione, mezzo vuoto).

Milan–Roma: ottima partita dei rossoneri per 85 minuti, sicuri di se, ottimo controllo del campo e di palla. E poi? Vuoto totale. La Roma pareggia in 6 minuti, passa da essere dominata a dominare, con uno schiocco di dita. Dopo il gol di Ibanez la confusione regnava sovrana nelle menti dei giocatori, e il pareggio, arrivato qualche minuto più tardi, è il conseguente risultato di questa confusione. 12 i tiri totali per ognuna delle due squadre, 5 in porta per il Milan e 3 per la Roma, che però era ferma a 1 fino all’87’. Nei 5 tiri in porta della squadra di Via Aldo Rossi, escludendo i 2 gol, è mancata la precisione, che, tra l’altro, è mancata anche a Salerno.

Milan–Torino: buona partita nel complesso in parità numerica. Nonostante in campo non ci fosse neanche la metà dei titolari, per concedere a chi ha più minuti nelle gambe un po’ di turnover, la squadra si è comportata bene, mantenendo sempre il pallino del gioco. E poi? I rossoneri, troppo sbilanciati in avanti per trovare il gol in quella porta stregata, vengono presi in contropiede e puniti da Adopo al minuto 114. Da sottolineare tra l’altro che, i granata, erano in inferiorità numerica per via del secondo giallo rimediato da Djidji al 69′. Come per Salernitana e Roma, imprecisione disarmante nei tiri: 34 tiri totali, di cui solo 8 in porta, che non sono mai stati irresistibili per Milinkovic-Savic; 11, invece, i tiri totali per il Torino, di cui 3 in porta. L’ingresso dei titolari a riposo non ha cambiato la storia della partita.

Lecce–Milan: partita approcciata nella maniera peggiore possibile. Dopo 23 minuti, rossoneri già sotto 2-0, di cui il primo un autogol di Theo. Morale e consapevolezza ormai persi non si sa dove, e, per più di una volta, rischia di prendere il gol del 3-0 che avrebbe forse chiuso i giochi. E poi? Secondo tempo di rabbia e di voglia, controllando il gioco e non concedendo spazi agli avversari si riesce a trovare un varco per il 2-2, che però non è sufficiente. Leggermente diverso qui il discorso dei tiri, spreca più il Lecce con 17 tiri totali e solo 3 in porta; Milan che effettua 12 tiri e 5 in porta, con un pò di precisione in più si poteva anche vincere nel finale.

Parliamo quindi di una squadra un po’ “bipolare“, è come se cambiasse umore nel corso della partita: è incredibile come riesca ad alternare delle ottime cose a delle cose negative nella stessa gara. Perché è innegabile che le cose buone si siano viste, soprattutto in quegli 80′ contro la Roma. C’è tanto da lavorare, mentalmente soprattutto, perché la squadra sembra davvero stanca da quel punto di vista.

Per molti questo viene vissuto come il peggior momento dell’era Pioli, non tanto per la partita con la Roma, ma per la figuraccia in casa contro il Torino e quella di ieri a Lecce. Giusto però, anche salvare il salvabile di queste partite, non tutto è da dimenticare. La retta via è davanti ai loro occhi, devono solo aprirli.

Milan: Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress