All’interno di una stagione così particolare, è plausible che si generino opportunità altrimenti improbabili. Tra queste c’è l’impiego, piuttosto costante sopratutto in questa fase di Matteo Gabbia.
Classe ‘99 di Busto Arsizio, trafila nelle giovanili del Milan e prospetto italiano importante, tanto da aver militato in tutte le selezioni giovanili della nazionale italiana, dall’under 15 all’under 21.
Come detto, la contingenza degli infortuni di Musacchio e Duarte, ha costretto Gabbia a crescere in fretta e provare a farsi trovare pronto, in un contesto calcistico sui generis come è il calcio post emergenza Covid.
Ha sostituto Kjær col Lecce a partita in corso e a Ferrara dal primo minuto per consentire al danese di gestire il recupero dal problema al ginocchio. Sfortunatamente per Matteo e per il Diavolo, non senza qualche incertezza. Al Via del Mare ha causato un rigore (sebbene non fosse così chiaro), e contro la Spal ha esitato sulla mischia che si è creata da corner ed è valsa il vantaggio ferrarese.
Ci sono aspetti di malizia è cattiveria che certamente deve migliorare, ma le potenzialità ci sono. Con gli azzurrini ha giocato spesso da mediano davanti alla difesa e non è un caso infatti che abbia già fatto vedere un piede destro educato in uscita palla.
Sarà coinvolto ancora da qui a fine campionato. Abbiamo bisogno che il ragazzo si formi in fretta, perché al momento sembra ancora un filo sotto il livello richiesto.

