Ancelotti: “Kakà un giocatore moderno, potrebbe giocare anche oggi. Mi ha impressionato…”

Carlo Ancelotti, ex allenatore del Milan, è stato intervistato tramite l’app ufficiale del Milan. Tra i temi relativi ai suoi ricordi in rossonero, spicca quello di Ricardo Kakà. Queste le sue parole:

Sull’arrivo di Kakà:

“A dir la verità non lo conoscevo benissimo, mi sono fidato molto dei suggerimenti della società di prendere questo ragazzo giovane. Per spiegarmi le sue caratteristiche mi avevano detto che assomigliava a Seveso e allora mi ero fatto un’idea diversa da quanto ho visto dal primo allenamento, cioè di un giocatore molto veloce e con una progressione impressionante”.

Sull’esordio del brasiliano:

è stata una sorpresa per tutti. L’impatto è stato straordinario. La partita di Ancona ha sorpreso un po’ tutti”.

Sulla scelta di schierarlo come trequartista:

“La posizione di trequartista era un po’ particolare siccome c’erano Rivaldo e Rui Costa. Più che altro era di mantenerlo nella sua posizione. Dopo, col fatto che Inzaghi ha avuto un infortunio, abbiamo iniziato a giocare con i due trequartisti. Avere Kakà è stata una sorpresa in più, non solo per quell’anno siccome si vedrà che Kakà è stato molto più importante gli anni successi”.

Sulla partita con il Deportivo La Coruna:

“Nelle partite con Roma e Juve abbiamo trovato i due punti chiave. È stata una stagione regolare con qualche blackout, uno su tutti quello con La Coruña”.

Sulla differenza nel vincere il campionato e la Champions League:

Il campionato è un emozione che sale gradualmente, siccome ti abitui a vincerlo. La Champions è un’emozione scioccante. Il fatto che abbiamo fatto un campionato regolare ci ha aiutato nel finale, anche se la sconfitta con il Deportivo ha abbassato un po’ il morale alla squadra”.

Sulle celebrazioni:

“Di sicuro ho cantato con Galliani in vacanza”.

Sulla felicità nel vincere da giocatore ed allenatore:

La felicità è la stessa. Da giocatore hai meno responsabilità e da allenatore è molto più appagate la vittoria. Teoricamente poteva essere una squadra difficile siccome c’erano tanti campioni, ma alla fine era una squadra facile.

Sull’allenare Kakà:

“Allenare Kakà? Kakà è stato il calciatore più moderno, potrebbe giocare anche il calcio di adesso“.

Alberto Carraro
Alberto Carraro
Sono Alberto e ho 25 anni. Amante del calcio da sempre, nel 2019 ho iniziato a coltivare la mia passione per il giornalismo, tramutata poi in scrittura di articoli ma anche realizzazione di grafiche per Milanpress.it. Sono inoltre un appassionato di statistiche, cerco sempre di unire il mondo dei dati a ciò che vediamo sul campo e a provare a trarne delle analisi interessanti.

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