La pausa nazionali è il momento ideale per i media per punzecchiare le società che hanno situazioni pendenti e scottanti. Sfortunatamente per il Milan la
tematica Donnarumma rientra da tempo in questa condizione particolare e nonostante passino i mesi, di fatto la questione è bloccata allo stesso identico punto.
Tuttavia forse è arrivato il momento di far uscire un po’ il giocatore allo scoperto. Ha 22 anni, ormai da diverse stagione un atleta professionista, e il fatto di aver un agente ingombrante non può più rappresentare un parafulmine che gli possa consentire di non proferire mai verbo su un aspetto così importante come il rinnovo del proprio contratto.
I rumors parlano di un’offerta da 8 milioni netti, un aumento significativo sopratutto se si tiene in conto del momento storico. Eppure sembra non sia ancora sufficiente. È anche da questa presunta reazione di insoddisfazione latente che nasce la domanda magari troppo schietta, magari troppo diretta: ma se ci si ritiene meritevoli di percepire una cifra di questo tipo, è esagerato pretendere che sia il calciatore a prendere una posizione netta sul tema? Abbastanza forte da ricevere un compenso da top player ma ancora troppo giovane per un minimo di emancipazione?
Purtroppo si ha la sensazione di esser al cospetto di un ragazzo che vorrebbe ancora giocare con gli “amici”, come capita in età da scuola calcio o giovanile, e che al contempo strizza l’occhio alle grandi società. Quel tipo di scelta che solitamente viene fatta in età scolare e si porta dietro tormenti ed emozioni del tutto nuove.
Il Diavolo peraltro non è proporzionalmente la polisportiva di paese, sta crescendo tecnicamente e finanziariamente, facendo anche leva sulla forza del brand, proprio in questi giorni confermata da più parti a livello mondiale. È davvero atipico pertanto esser di fronte ad un palleggio di risposte o non risposte di questo tipo.
La dirigenza attuale ha le spalle più larghe rispetto a quella che dovette affrontare il primo rinnovo del 99. Ma è ancora incastrata in questo balletto che in sostanza fa si che Donnarumma non sia un vero e proprio asset, ma abbia più la parvenza di un giocatore in prestito secco. In questo valzer le danze sono comandate da Raiola e se nel 2017 poteva esser comprensibile, oggi non lo è più. Sarebbe cosa gradita che finalmente Gigio si esprimesse.


